EXUVIE

un Film di Antoine François
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Antoine François, France, 2019, 3'
  • Corpi Celesti ✶ Le corps dans tous ses états
  • If On Air

Dopo un’esperienza di 6 anni nella ristorazione e nel settore alberghiero, Antoine François si è finalmente lanciato nell’avventura del cinema di animazione. Curioso di natura, ama esplorare tematiche che gli sono sconosciute per farle scoprire al più gran numero. Un’attitudine che ha stimolato naturalmente il suo interesse per il documentario d’animazione. I formati insoliti, il lavoro sulla forma attraverso il colore, la commistione di tecniche e materiali diversi … sono tutti elementi che si possono ritrovare in Exuvie: cortometraggio d’animazione per il quale Antoine François si è occupato della regia ma anche della registrazione della testimonianza, della pre-produzione, della direzione artistica e del compositing.

Exuvie è un cortometraggio diretto da Antoine François e altri studenti.esse del LISAA nell’ambito del loro diploma di Bachelor Animateur 2D. Presenta una malattia della pelle, il vitiligo, attraverso la testimonianza di una donna che ne soffre. Questo cortometraggio ci ha molto commosse perché racconta la sua storia in maniera assai personale affrontando gli effetti psicologici provati nei riguardi di questa malattia e l’accettazione di se stessi; ma anche grazie al lavoro di animazione realizzato da Ornelia Hildevert, Camille Ringuet e Adèle de Girval.

Prod. ✶LISAA



Abbiamo intervistato Marie-Laure che ha testimoniato per il film Exuvie ele abbiamo fatto qualche domanda.

Buongiorno, prima di tutto grazie per aver preso il tempo di risponderci. Che cosa l’ha spinta a testimoniare ?

Marie-Laura: Buongiorno, ho accettato di parlare della mia storia perché penso che può aiutare delle persone che si riconosceranno nel mio percorso. Quando l’equipe del film mi ha proposto di fare una prova, ero curiosa di vedere se sarei stata in grado di raccontare la mia storia facilmente. Alla fine mi sono lasciata trasportare dal ruolo e parlando con loro, ho preso coscienza del fatto che oggi la malattia aveva molto meno impatto sulla mia vita. In realtà, non mi ero mai veramente confidata così intimamente su questo argomento e questa esperienza mi ha permesso di relativizzare le cose. E’ stata una sorta di introspezione, quasi come un bilancio, poiché oggi ho circa cinquant’anni. Vedendo il film, posso dire che è stato terapeutico nel senso che mi ha aiutata ad avere fiducia in me stessa.

L’accettazione di sé richiede un lungo lavoro, che sembra essere stato favorito dall’incontro con Teddy. Ma oggi riesce ad accettarsi pienamente?

ML: Quando ho incontrato Teddy, mi ha dimostrato che per lui la Vitiligine era qualcosa di insignificante e che gli davo troppa importanza. Devo dire che sono stata sorpresa di questa sua risposta che non mi sarei mai aspettata. E’ in quel momento che ho capito. Questo incontro mi ha spinta a lavorare su me stessa, ma non ha risolto tutto. E’ nel corso degli anni, con l’esperienza, che ho imparato ad accettarla. Quando ho avuto i miei figli il mio sguardo è cambiato. Pensavo meno alla Vitiligine, e man mano, le mie preoccupazioni sono cambiate.

Da qualche tempo, vivo in campagna e mi espongo al sole un po’ più di prima, prendendo comunque delle precauzioni. Forse è grazie a questo che alcune parti del mio corpo si stanno ripigmentando, cosa che pensavo impossibile fino ad oggi. No so se posso dire che ho “pienamente” accettato la Vitiligine. Penso che ci sarà sempre una parte di me che preferirebbe avere una pelle uniforme ma ora uso sempre meno artefici e me ne frego dello sguardo degli altrui.

Che cosa potrebbe dire a una persona a cui hanno appena diagnosticato la vitiligine ?

ML: E’ una domanda difficile perché ogni persona reagisce diversamente. Penso che la ricerca ha fatto molti progressi. Sono sicura che nel giro di pochi anni avremo probabilmente trovato qualcosa che permetterà di bloccare l’evoluzione di questa malattia. Conosciamo meglio la malattia rispetto a trent'anni fa, quando ero giovane e non sapevo a chi potermi rivolgere. Anche se è difficile parlarne, bisogna riuscire a esternare e comunicare i nostri sentimenti perché la Vitiligine ha un grande impatto psicologico.

La Vitiligine è una malattia sempre più mediatizzata, in particolare grazie a modelle come Winnie Harlow che ha lavorato per la marca Desigual. Che ne pensa di questa nuova visibilità ? Crede che sia sufficiente ?

ML: Secondo me è un’ottima iniziativa perché bisogna continuare a far conoscere la malattia. Anche se oggi è più visibile, c’è ancora molta ignoranza in particolare per quanto riguarda il suo funzionamento. Contrariamente a ciò che si potrebbe credere, questa patologia non è contagiosa, non si sviluppa la vitiligine come si prende un raffreddore, è una malattia auto-immune. Spero che questa iniziativa, e il film, incoraggeranno le persone a informarsi e a non stigmatizzare più questa malattia.

Quali sono i feedbacks che ha avuto per quanto riguarda il film EXUVIE ?

ML: Sono diventata una vera star ! (risate) Scherzi a parte, ho avuto solo feedback positivi, in particolare daI membri della mia famiglia, anche da parte di quelli a cui non avevo detto nulla e che mi hanno riconosciuta. Ho anche letto commenti anonimi e questo mi ha commosso.

Grazie di aver condiviso la sua esperienza con noi. Un ultimo pensiero ?

ML: Vorrei ringraziare tutta l'equipe di EXUVIE per essersi interessata alla mia storia, e per aver saputo illustrare con poesia le mie parole. Il film è bellissimo e trovo che riesca a descrivere bene ciò che ho provato a dire in poco tempo.


Abbiamo intervistato Antoine François, regista del film Exuvie e gli abbiamo fatto alcune domande.

Come le è venuta l’idea di Exuvie ?

L’idea di Exuvie mi è venuta dopo una discussione con Ornella che ha realizzato l’animazione del film. Volevo affrontare da molto tempo il tema del corpo : le tracce del tempo, le cicatrici, le smagliature... Tutto ciò che evoca la sua trasformazione e l’impatto che tutto ciò ha sulla nostra vita come lo sguardo degli altri e la percezione che abbiamo di noi stessi. Ornella mi ha allora parlato della vitiligine che colpiva alcuni dei suoi cari. Mi sono informato e ho trovato la malattia interessante. Ci sono molte più persone affette dalla Vitiligine di quanto pensassi e rimane tuttavia sconosciuta. E’ una malattia che presenta sempre molto mistero ma sappiamo che l’aspetto psicologico è molto importante. Esteticamente, trovavo le macchie bellissime e sapevo che c’era materiale a divertirsi con cui divertirsi , con cui creare un universo ricco visualmente. Ho deciso di farne il mio argomento principale ma volevo incontrare persone che vivevano con questa malattia, andare a cercare l’informazione alla fonte. Ho quindi preso appuntamento con l’Associazione Francese della Vitiligine che si trova a Parigi e ho ricevuto un’accoglienza molto calorosa ! Hanno preso il tempo di ascoltare il mio progetto e di condividere la loro esperienza con me.

Per tutta la durata dell'elaborazione del film, abbiamo tra l’altro continuato a discutere via e-mail. I loro feedback sul film mi hanno particolarmente commosso. Il che puo’ sembrare un po’ strappalacrime, ma sapere che il film abbia trovato una eco nella loro storia mi ha commosso, era importante. Dopo il mio incontro con l’AFV, ho conosciuto Marie-Laure, che ha accettato di rilasciarmi la sua testimonianza. Abbiamo preso il tempo di conoscerci e di discutere per lunghe ore (la registrazione originale dura più di 4 ore!). Vi lascio immaginare la difficoltà di raccontare tanto in un paio di minuti e di fare delle scelte, mentre avrei voluto conservare tutto. Abbiamo provato a non “tradire” la sua esperienza nonostante tutto, perché ancora una volta era la mia preoccupazione principale.

A partire dalla sua testimonianza, ho in seguito fatto molte ricerche grafiche sul corpo e le macchie in pittura, al fine di ottenere consistenza e di rendere l’aspetto carnale del corpo. L’idea conduttrice del progetto era quella di una vitiligine che si muove ed evolve sul corpo in funzione delle emozioni.

Perché ha scelto il titolo di Exuvie ?

Il titolo di Exuvie viene da un altro settore che mi piace molto : l’entomologia (lo studio degli insetti). Presso gli invertebrati, quando gli individui si trasformano, lasciano dietro di loro la pelle : è l’esuvia. Trovavo interessante fare un confronto tra questa trasformazione e la storia di Marie-Laure.

Qual è il messaggio che Lei ha voluto trasmettere ?

Risponderò forse in modo un po’ banale ma ho voluto trasmettere il messaggio di Marie-Laure e soprattutto raccontarlo attraverso le immagini. È piuttosto lei a farsi portatrice del messaggio, noi non siamo che degli intermediari. Anche allo spettatore spetta riappropriarsene ma l’essenziale per me è che abbia potuto essere ascoltato.

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